Succube

Sorvolami sirena,
al tuo fatale canto
non c'è rimedio
è ipnosi
è antica magia
succube del tuo
veleno di fragole,
invasami
di quel dolce
tormento rosso
che si ode
ai confini
del regno
dei sogni
infranti
guardami ora,
mi accascio
su questo
legno
indurito dal
segno
dei rimorsi,
dei rimpianti
sconfitto
battuto da te
che non sai
che non senti
che non ami
mi accascio ora,
ma no...
ti prego no...
canta ancora...
per un battito
d'ali
solo per
quell'attimo
figlia del molo
ho visto
un bagliore
tenue e
incostante
in cui ti amavo
così forte
da piangere
zolfo,
chimera,
avrei di certo
sperato
che quel istante
grondasse d'infinito...
©
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L'autore
Nero
Nero è il nome che ho voluto affibbiarmi , il colore della mia anima e del mio viaggio.Sappiate solo che Amo e Amerò,e forse ne muoio e ne morirò.Ma a volte i pensieri di un uomo portano al niente.Senza senso, forse.Le strade nate dal mio dubbio,i quesiti che mi attanagliano,l'amore,la morte ,la pazzia.Le risposte cerc
Commenti (1)
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Carla M Casula28 giugno 2009
Qualsiasi commento non renderebbe giustizia all'incanto di questa poesia... Posso solo scrivere... versi ipnotici, magici, delizia per i miei occhi...

