Improvvisazione n35, "fermi e immobili"
L'aria ristagna.
La senti, la vedi, la tocchi. In completo stallo.
Senti solo il respiro, affannoso, statico, ritmico.
Il silenzio! Il silenzio tra un respiro e l'altro,
strano a dirsi, colpisce, più del respiro stesso.
Sfere di ghiaccio su un piano inclinato.
Come sottili rami in un vento che annebbia la mente.
Vento immobile che non urla abbastanza per muoverci,
ma che vince la mente, la congela, la copre di ghiaccio.
I rami si ergono orgogliosi di loro stessi, delle loro radici.
Ignorano, semplicemente ignorano il piano inclinato,
che, lentamente, degrada, lentamente, li fa oscillare,
fa cadere le foglie dell'inverno della mente.
E, intanto, va avanti un'esistenza pressoché
da orgogliosi alti rami,
ma incapaci di muoversi e di proteggersi dal gelo,
che annebbia, che assopisce.
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