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Riflessioni 2 luglio 2009 · lettura 2 min · 2337 letture

Discorso ai Massimi e ai Minimi

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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Tra veli e venti era la gran sala ove prima del giudizio si stavan antichi re e lor sudditi ora non più re, ora non più sudditi. Perché? Il Giudice ai re volto. Perché guerre, assassini, conquiste. Le vostre terre alle spalle per altre terre aver. Tu, Alexander, verso il sorgere del sole andasti. Volevi toccare il sole? Tu, Dario! Anche tu? Pazzi e stolti. Tu, Cesare, verso il nord. Cosa cercavi, cosa volevi? E tu, tu e tu e tu ancora cosa la vostra mente vi ha falsamente fatto rincorrere? In silenzio eran nel vento della muta sala invasa. Il Giudice non udì risposta da quei grandi dagli spenti sguardi e dalle mute lingue. Dopo una vita di clamori ora davan voce al silenzio. Il Giudice si volse al milite di tutte le battaglie che silente era dietro i grandi. Cosa ti spinse per costoro a guerreggiare, a portar morte o morire? Mio Giudice! Solo in cerca ero dei confini del tuo creato ove credevo fosse del tuo regno l'entrata. E bussar volevo per varcar la soglia che guerra e pace confina. Ma vana ricerca per terre e mari feci, Il piccolo uscio or so nel mio spirto si celava.
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Azar Rudif
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La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Ottime considerazioni, assai meditative! (Galante Arcangelo)

Commenti (3)

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Antonella Bonaffini2 luglio 2009

Versi molto discorsivi, pieni, che si prestano ad una gradevole lettura... spesso andiamo a cercare troppo in la proprio ciò che sta sotto i nostri occhi. Letta con molto interesse, molto apprezzata.

Danielinagranata2 luglio 2009

Mi è piaciuta questa riflessione il nostro autore con le parole ci sa proprio fare un discorso ben scritto e ben articolato cosa spinge a fare la guerra? a morire? per cosa? quante domande a cui non si trova risposta perché si continua a uccidere si continua a morire bella poesia come tutte quelle tue

Galante Arcangelo24 marzo 2018

Una poesia che, ermeticamente, racchiude tutte le impressioni e le riflessioni dell’autore. Quei mille discorsi, appaiono lucidi e vividi nei pensieri, come se fossero un raggio di sole che colpisce e illumina la mente di chi "sa di non sapere". Certi, vivono come si si trovassero in un sonno metaforico di luce, che resta la vera chiave di volta: un luogo in cui la coscienza e la ragione, son sempre presenti e più difficili da cancellare. Altri, invece, si pongono mille interrogativi, ai quali, la soddisfacente risposta, pare proprio non voler giungere. Lirica molto profonda, per il suo intrinseco significato!