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Spirituali 5 novembre 2018 · lettura 1 min · 1112 letture

Il Moto Immobile

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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Mani d’aria a reggere cielo dove cerca aquila l’arco ch’io tendo volando al trotto su nero destriero ammiro mari a sinistra e monti altrove, ma solo anima ondeggia impetuosa mentre i monti si inchinano ove opposti cavalieri si battono nell’ombra del verde pilastro. Nella nebbia, nella nebbia scompare l’ultima città di cristallo. Nella tempesta, nella tempesta cammina la notte delle anime, corre la luce su ali lontane, ormai. L’ultima mossa del re non è il suicidio, è la vita oltre il bordo dei bianchi e dei neri in un abisso di mondi, tra demoni arpeggiator di cetre, tempeste di sinfonie beethoveniane recan venti maestrali a declamar versi. Feroce la Rosa dei Venti al centro risucchia Ostro e Tramontana e tutto è immobile nel cieco abisso, sed pax non est! Nessuna voce, nessuna parola, nessun pensiero nelle caverne del Nulla pria del moto che ogni dove disperso par immobile e silente. Il lampo attraversa l’infinità dei tempi, la nullità ci vive o ci sopravvive di nuovo. (Arch. Versi)
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Arch. Versi: Dopo inutile discussione con il Sig. Azar sull’andamento dei mercati dell’esistenza vi espongo il suo pensiero in base al quale la moneta (come Dio) sono "convenzioni o creazioni" mal utilizzate e interpretate dagli uomini. Uomini che non hanno la razionalità necessaria a comprendere il confine tra realtà e falsità né la forza spirituale per costruirci un muro sopra. Immagine: affresco di Raffaello posto a NO sulla volta della Stanza della Segnatura nei musei vaticani. PS.: siccome mi sta contagiando con il suo simbolismo, mi prendo un po’ di ferie e ve lo lascio

L'autore
Azar Rudif
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Commenti (1)

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Marinella Fois11 dicembre 2018

Versi che stupiscono, per la bellezza delle metafore e per esposizione.