Il vecchio
Lì dove il fiume si riversa in mare,
col tremore del primo appuntamento,
solitario il vecchio gli piaceva sostare.
Braccia conserte contro il petto,
contegno decoroso, ma scontento.
Zavorra a sabbia fino alla caviglia,
salde le gambe come un monumento,
Dal cappello di paglia a falda tesa,
sporgea lo sguardo fino al fiume,
v'indugiava e rivolgeva poi alla distesa,
ove l'acqua abbaglia e ricompare.
Consumava il ricordo di quei tempi,
quando tra lingerie, pizzi e merletti,
aspettava la bella che lavava,
ceppi di vita in fiore.
Tempesta d'anni, prove e tentazioni,
capricci e dispetti, frutti dell'amore.
A quei giorni di festa si frappone
Il sommesso splendore del tramonto,
oggi che giunge conveniente l'ora
di lasciar le seduzioni al mondo
e stendere un velario indifferente
sull'orizzonte che ricorda l'ora.
(Giugno 2009)
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Commenti (4)
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Kiaraluna8 luglio 2009
Un ritratto raffinato com'è tipico di questo autore, coi colori della nostalgia e i versi pacati come la brezza. Stupenda e apprezzata.
Giovanni Monopoli8 luglio 2009
una poesia molto bella e carica di nostalgica visione che si trasporta per il tempo che ancora verrà allo sguardo di chi la vita ha assaporato ed oggi si ritrova col pensiero ad osservare di quell'orizzonte l'ora
Carla M Casula8 luglio 2009
Versi ben elaborati, molto evocativi ed estremamente raffinati. La poesia è stupenda seppur intrisa di sconforto, nostalgia, rimpianti... Tanto, tanto apprezzata!
Mario Bugli8 luglio 2009
Avevo già avuto modo d'apprezzare quest'autore altrove e lo rileggo con gran piacere qua, in questa struggente, intensa e raffinata poesia, sempre all'altezza del suo migliore poetare... !



