Se ci fosse
Torna il pensier in quella casa
spesso, come se ci fossi adesso
e penso:
se ci fosse mio padre a quest’ora?
Sarebbe in cucina a preparare.
E se ci fosse mia madre?
Sarebbe sul balcone a sferruzzare
col suo cotone ecrù di Cucirini.
Era brava mia madre nel merletto,
ne conservo tuttora un copriletto.
E se ci fosse stata la mia tata?
Chiamandomi ancora dottorino,
delicata, m’avrebbe riabbracciato;
ché son rimasto sempre il suo bambino.
E se ci fossero stati i miei fratelli?
M’avrebbero chiesto dei nipoti:
se sono sempre bei monelli,
se a scuola prendono bei voti,
se fanno dannare questo nonno
e come loro, se parlano nel sonno.
È così che immagino il “se fosse”
riavvolgere lo scorrere dei giorni
travolgere le regole ortodosse
e far che come allora si ritorni.
©
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