Una scatolina di legno
Come una canna di bambù
vestita di canapa e sandali di cuoio
la gola stretta
la schiena ben dritta
tra due rocce di quarzo
avanzavi
lepre furtiva
in tasca due noci
e una scura pagnotta
ricordo ero bimba e tu
l'età indefinita
di chi ha tanto patito
e non ha mai sorriso
la notte ascoltavo
il respiro pareva interrotto
più tardi ho capito
era pianto
trovata non certo affidata
di maggio scampata alla guerra
tradotta in colonie
le suore volevan chiamarti
Salvata
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Commenti (2)
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Kiaraluna9 luglio 2009
Davvero commovente il ritratto di questa donna scampata agli orrori della guerra... molto bella questa poesia, apprezzata e sentita.
Paolo Eroli9 luglio 2009
una storia... un lampo nel cuore... ricordi di tempi bui, duna storia vera penso... bei versi che danno la profodita' della sofferenza sofferta: Bella poesia!

