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Riflessioni 17 luglio 2009 · lettura 1 min · 5483 letture

A un sorso dalla gola

Leaf 350 poesie pubblicate
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Era solo l'assenza di una nota più pura a spiegare quel grido di paura. Oppure la partenza, con ali appena nate, di un solitario sogno. Piume pesanti di rotte sbagliate a tradire il bisogno di ritorno. Perché si sfugge soltanto un addio o il noioso ronzio dell'impotenza. E si nutre il terrore di rimpianto con i bocconi amari del presente come le notti in cui si teme il giorno e si spengono stelle all'orizzonte. Con le parole or- mai dimenticate sotto un diluvio che sommerge lento, talmente lento da lasciarle vive a un sorso dalla gola. Così, si cambia, senza averne il tempo. Si vola, ancora. Visionari e soli. Si vola ancora. Silenziosamente.
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L'autore
Leaf

Marina: un nome un destino... Nata tra le nebbie milanesi, sono approdata, seguendo il vento del caso, in una piccola città di mare, all'estremo ponente ligure. Da sempre innamorata delle parole, qualsiasi forma assumano, ne ho fatto ragione di vita e professione. Laureata in architettura, lavoro da sempre nel campo

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Commenti (4)

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L Falchero17 luglio 2009

...voliamo solitarie in un mondo tutto nostro, dove qualcuno forse ci era stato accanto in quella comunione di anime che pare una magia per poi ...allontanarsi lasciandoci li con un'ala sola ...a volte sul punto di precipitare ...ma tu rimani ancora lassù ...tutto sommato è il posto migliore: quello dei sogni!

Giovanni Monopoli17 luglio 2009

Le rotte della paure intraprese con voli sfuggiti alla libertà,regalati ai sogni che a volte rendono visioni irreali ma la forza sta nel continuare quel volo se si è certi della riuscita. Poesia molto bella che regala momenti di pura riflessione... molto apprezzata

Antonio Biancolillo17 luglio 2009

Che stupenda riflessione... e mi sono soffermato tanto sulla chiusa... ...così si cambia... senza averne il tempo... E' vero, eppure... si vola ancora... ed è l'unca salvezza quella di volare con i nostri sogni... niente e nessuno potrà fermarli... Piaciutissima.

M
Marina Como20 luglio 2009

La forza e la paura del cambiamento, del lasciato e del presente, dove il passato sembra sbagliato ma rassicurante. Il passato con le sue parole, il suo nido dove il "giorno" cantava "note" impure, ma l'aria era così familiare da rassicurarci. E la clessidra del tempo da affrontare calata nel mare della solitudine. Profondamente d''impatto e riuscitissimo il trattino fra "or- mai" che lega, smentisce... azzeccatissimo per la poesia del sentimento contrastante, sulla voglia di volare e la sicurezza del nido.