Di sangue e di capelli
Son giorni di caldo
che spezza le vene
col tempo che viaggia in ritardo;
il dolce tepore, la gioia che preme.
Ho fatto di sangue
la macchia rubino,
sulla tua pelle color del mattino
fosse poi vero dolore che scioglie.
So poi quanto duri
tuo seno sfiorare?
Davvero io ignoro i fatti futuri
mi bastan tue labbra di latte baciare,
mi basta davvero sfiorare,
tuoi fili d'argento
che chiami capelli assorto contare,
contarne duemila, poi ricominciare.
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