Follia annunciata
Che dire di me da me? Ho avuto la fortuna di vivere nelle città fra le più belle del mondo: Venezia prima e poi Roma, dove attualmente risiedo con intermezzi di vita a Vienna e Parigi. Non ho patria. Mi piace sentirmi “cittadina del mondo” un po’ per nascita e molto per natura. Dovunque vado, lascio un brandello di
Commenti (13)
condivisione piena di questo scritto con uno spaccato della nostra società sempre più alle prese con follie a volte incomprensibili
Una buona lettura, ben descritta cogliendo in maniera più che sufficiente aspetti di questa società "malata". Molto piaciuta e condivisa pienamente!
Sapiente descrizione, incisiva e scorrevole. Un'acuta riflessione in merito ad una terribile piaga che affligge la nostra società. Profondamente condivisa ed apprezzata!
Incisiva, chiara... decisa... riflessioni su aspetti di vita importanti... bei versi che fanno pensare... scorrevole nella forma e davvero chiara, Piaciuta moltissimo
E' la pura e semplice verità del nostro oggi. Bella poesia!
Attenta introspezione della nostra società malata che condivido pienamente. Molto apprezzata
la poesia, per tema trattato, mi coinvolge molto, lascia un po' in bilico tra la voglia di socievolezza e l'"addestramento tempistico" che la società ci impone. I primi nove versi sono più che apprezzabili, poi coincia lievemente a scemare, nel senso che diventa un qualcosa di totalmente diverso, molto più semplice e comune; questo mi spiazza un po'. Devo dire però, che non ho potuto fare a meno di rileggerla, per assaporare tutte le sensazioni che lascia, anch'esse4 mutevoli. Interessante, davvero.
società compressa in tutti i suoi aspetti, ben descrita, mai fermarsi per paura degli angosci, la tua poesia corre frenetica come la vita che hai descritta sei stata a farmi leggerti tutto d'un fiato, come la nostra vita frenetica e senza sosta, molto significativa, ed ecco la follia anunziata, ci si ammazza anche per un sorpasso, letto sui giornali,
Quante verità hai scritto Condivido in pieno il tuo pensiero... ci vorrebbe un antitodo per tutta questa rabbia che fa esplodere le menti Poesia piaciuta tanto e condivisa in pieno
Verità le tue ineccepibili, vado oltre il pensiero, oltre la ragione d'essere, poi trovo tanta, tanta solitudine dove l'essere umano è solo con le sue paure e tutta la sua precarietà, non ha più tangibili riscontri, la famiglia o la società sono sempre più difficili al confronto o all'esempio vivendi, i valori si svuotano tanto velocemente tanto ci allontaniamo dall'essere lasciandolo solo con le sue precarietà. Grazie per la riflessione e per l'argomento trattato, piacevolmente coinvolto.
Scatti di istantanee per un cortometraggio panoramico su di una "società malata". Sembra il linguaggio accompagnare ad una crescente uscita di scena per ritrovarsi da personaggio a fotografo, sino a spettatore. In effetti con il commento di Baca che ben delinea il punto di rottura tra le parti. Premesso che quando si comincia a parlare di sottigliezze, significa che davvero la poesia è riuscitissima sia nel messaggio che nel coinvolgere, mi piace la scelta di "uscire dalla scena" e dissociarsene, solo credo che avvenga troppo in fretta con "uomini e donne" buttato lì all'improvviso, senza dare la possibilità al lettore di accorgersi che il "si" riflessivo si stà trasformando in terza persona, Meglio dolce?
Buonasera, grazie per il commento. Ripasserò a leggere le sue poesie, l'ho inserita tra gli autori preferiti. Bazzico poco per questo sito, solo ora comincio a capire come funziona... Provate a leggere questa splendida descrizione sotto le note di Around the World dei Daft Punk, sorrisi...
Esiste un soluzione ad un gregge che segue riti, mode, usanze e costumi vari senza chiedersi a cosa gli serve veramente? No, non esiste come non esiste per un gregge altra strada se non quella che gli viee indicata dal cane e dal bastone del pastore









