Lamento notturno
Respiro il silenzio,
passi trascinati per potersi abbandonare
in un punto indefinito;
pece che lenta s'addensa su lacrime di polvere.
Un raggio sottile s' adagia sul petto,
in un moto reiterato soffoca gioie premature
in febbrili tremiti.
Immobile, ristagna quello spasimo di membra che mi ha generato:
il solco si riempie di ciò che ogni cuore nel profondo rifugge.
Riecheggia placida la danza di una piuma, ondeggia lieve,
sonda immota quel silenzio che mai mi comprese,
quelle notti a specchiarsi di un nulla fradicio d' Estate,
a sussurrare alla notte parole vuote d'odio e amore.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!