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Riflessioni 30 luglio 2009 · lettura 1 min · 2488 letture

Pianoforte

Carla M Casula 133 poesie pubblicate
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Vorace tastiera a frantumar castelli e riccioli di fate che le mie dita ingenue non poteron carezzare troppo presto piegate alle adulte pretese Allettanti chiamavan dai pallidi vetri voci di bimbi farfalle e giochi di nuvola pochi istanti rubati a quei tetri solfeggi che altrui volontà mi spinse ad amare Fuggivan primavere afone di vita tra note ed accordi cancellando impietose labbra vermiglie di bambole e ammiccanti paillettes Fallace tastiera a divorar incanti puerili che mai torneranno... Il mio sole fanciullo si spense con effimeri sprazzi dentro un severo adagio in re minore...
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Tutte le ore trascorse al pianoforte, sotto le grinfie di una severissima insegnante, mi hanno rubato i più bei momenti della fanciullezza... che mai più torneranno...

L'autore
Carla M Casula
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Commenti (10)

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Antonella Bonaffini30 luglio 2009

Io scrissi il Calore del Mio Pianoforte... questa tua mi ha scioccato, dico la verità. Sentita sulla pelle... sofferta ma stupenda!

Kiaraluna30 luglio 2009

Una passione inculcata quasi di forza, costata i più bei momenti della fanciullezza amaramente rimpianti... solo perché,magari per un senso errato dell'amore, si chiede ai figli di far loro i nostri sogni naufragati. Davvero triste questo rimpianto, giusto quanto inutile, serbato nel cuore ed espresso meravigliosamente in questi versi.

RaggiodiSole30 luglio 2009

Ecco un sofferto esempio di cosa è capace di fare la crudeltà umana sotto forma di insegnante. Anche una cosa sublime come la musica può diventare un tormento e sciupa ricordi e futuro. Molto piaciuta, anche se mette un'infinita tristezza

A
Antonio Terracciano30 luglio 2009

Un tempo forse era solo il pianoforte a rubare la fanciullezza delle bambine; ora si aggiungono i ragazzi che dovrebbero essere trasformati in campioni di calcio, le scuole private per diventare perfetti "english speakers", le palestre per potere sfoggiare muscoli perfetti, ecc., ecc.

Lina Sirianni30 luglio 2009

Anche le cose che dovrebbero essere apprezzate diventano orrende se obbligate ... E adesso nascono questi versi che ci comunicano tutta la tristezza e il rimpianto di non aver potuto fare anche cose "futili" (ne aveva tutto il diritto) come gli altri bambini... apprezzata tantissimo

Jeannine Gérard30 luglio 2009

anche mia figlia, che ha fatto conservatorio per 9 anni,, ancora oggi ci, e si rimprovera di aver passato troppo tempo, dietro i tasti, passione imposta da me, mamma, costata tanta sofferenza, e credo che non l'ho mai capita, io la credevo fortunata, di non avere avuto quello che desideravo io, si questo rimpianto fa tenerezza, noi vogliamo il bene dei figli, senza sapere che vogliamo bene forze a noi stessi, è un reflettore, di cosa avremmo volutto fare... molto bella la tua, si sono contenta di leggerti, anche se nella tua tristezza del rimpianto della tua faciullezza, ma credo che il piano forte, ti abbioa resa l'anima molto gentille, hai dipinto i rimpianti di mia figlia, e tu sei ricca, hai la musica dentro... anche se te l'hanno im

Gesuino Curreli30 luglio 2009

L'intensità della bimba castigata da una volontà che è solo capriccio degli adulti emerge in tutta la sua tragica condanna. Sentenza che priva della fanciullezza, spegne la voglia del gioco, il confronto di strada, con i coetanei più birbanti magari, e talora meno avveduti, nella più bella palestra di vita. Malinconico canto che delizia corde d'intimità delicata. Tutto é impietoso vento che non concede sosta, e lascia alla fine l'amarezza di vedere il fuggire del tempo. Su tutto, e senza togliere nulla alla sensibilità che profondi mirabilmente in ogni strofa, su tutto, dicevo "Il mio sole fanciullo / si spense / con effimeri sprazzi / dentro un severo adagio / in re minore..." basta questa strofa per palpare una poesia profonda e compiuta.

Fabrizio Diotallevi30 luglio 2009

A volte l'egoismo di chi afferma di volerci bene, è ben più di un capriccio, il grande poeta o poetessa, è capace di trarre da una distruttiva, una cosa costruttiva, ogni riga rimane dentro, ma il finale è veramente una coltellata! Incredibile!

Rosy Marchettini30 luglio 2009

Come ti capisco, ma al contrariodi te io sono arrabbiatissima con mia madre che mi tolse dall'agonistica di nuoto, ero felice solo in piscina... Questa sua decisione ha cambiato totalmente la mia vita Te che non volevi fare pianoforte, te che volevi correre con i tuoi amichetti, a te è stata rubata una parte di vita...! Bella, piaciuta moltissimo

Antonio Biancolillo31 luglio 2009

...anche se mi sarebbe piaciuto tantissimo farlo. imparare a parlare con quei tasti bianchi e neri... Ma quando diventa obblico... non è più un piacere... E' vero... diventa sofferenza... Molto bella la tua esposizione in versi... a ricordare quei momenti... obbligati... con tristezza ...