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Riflessioni 8 agosto 2009 · lettura 1 min · 979 letture

Inganno

S
Scribacchio 6 poesie pubblicate
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Ingannar se stessi per ritrovar nell'attimo la vita la solitudine irrompe nei pensieri produce sangue da falle aperte in sponde che l'impeto non regge son come lance scagliate ad occhi chiusi le parole che tracimano dai buchi colpiscono alla cieca magari l'innocente che inerte parava l'effimero bersaglio son tuoni che arrivano lontano scoppiati nella mente di chi non vuol sentire producono dolore inutilmente solo per ferire l'inganno per dimostrar che esisti che forse sei il migliore almeno in apparenza cerchi il tuo primato eludi la sostanza cercando l'alleanza ma alla lunga ritornerai dov'eri non avrai più lance da scagliare presto sarai dimenticato insieme con la stima che con l'inganno avevi anche rubato tornerai poeta di te stesso a bagnar di lacrime il tuo panno la tua vita di nuovo non avrà un senso e sarai solo vittima ancora del tuo inganno.
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La solitudine purtroppo a volte porta ad esternare la parte peggiore di noi e ingannando noi stessi, nel tentativo di procurarci un posto al sole, inganniamo anche chi ci tende una mano.

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Commenti (6)

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Kiaraluna8 agosto 2009

La solitudine è una brutta malattia, ma non può bastare come giustificazione per tutte le basse azioni compiute. E' un po' come dire che tutti quelli che si ubriacano sono violenti... e non è vero, ognuno ha reazioni diverse, ho visto persone ebbre diventare solo più allegre. Per cui, nella solitudine, ognuno tira fuori ciò che ha, e se per emergerne inganna e fa del male è perché, dentro, di bene non ne ha. Molto bella questa poesia, scorrevole e sferzante al punto giusto, molto sentita e condivisa.

Lina Sirianni8 agosto 2009

Devo ammettere che pensavo il mese di Agosto fosse scarno e noioso per chi come me deve lavorare, invece leggendo sto trovando molti spunti di riflessione e me ne compiaccio, tutti hanno dalla vita quel che si meritano a nessuno fa sconti "a zinzulusa" se non è in buonafede! Molto apprezzata, da conservare!

G
Gennaro8 agosto 2009

La solitudine, molto spesso rende ciechi e anche egoisti. Con l'alibi di essere soli senza amore, non ci si accorge di chi è vicino a tendere una mano in segno di aiuto. Ci si chiude sempre più in se stesso, ci si rifugia vigliaccamente in un mondo di sogni, in una campana di vetro, creandosi un mondo ovattato dal quale non si vuole uscire per paura di combattere. Non ci si accorge che non si fa altro che danneggiare se stessi ingannandosi.

Antonio Biancolillo9 agosto 2009

Una riflessione molto forte e ...azzeccata... La solitudine può portare anche a questo modo di fare... ingannando principalmente se stessi... Veramente bella e apprezzata come primo pensiero della gionata.

O
Orma Detruria9 agosto 2009

si dipana tra allusione e illusione, la penna ha l'occasione di rivolgersi al lettore riuscendo a creare una tensione veramente incisiva, lo stato d'animo si fonde nel percorso solitario scevro d'ottimismo e non contraddittorio quel gioco sottile che si consuma nei versi della vita così sempre difficile da interpretare.

AlexMen9 agosto 2009

veramente bella...è la verità...vivere con l'inganno, con la bramosia di diventare qualcuno, qualcuno di falso per piacere agli altri, quando il vero tesoro non è altro che quell'emozionante poeta che ci vive in segreto dentro. Veramente piaciuta e condivisa!