L'ora persa

Il campanil che suona l'ora persa
unisce alla risacca la sua voce
quasi volesse illudere lo sguardo
a questa vita
che mi ha rubato il tempo
son colme dei tuoi giorni le mie rughe
carezze bramate ad ogni istante
vissute insieme a un sogno all'imbrunire
quando dal mio balcone
osservo ad occhi chiusi
il tramontar ancor del nostro sole
è allor che sento le tue mani cingermi la vita
e il tuo seno sfiorare la mia schiena
lo sento il tuo profumo in mezzo al vento
e la tua voce che senza dir parole
sussurra t'amo direttamente al cuore
la sento da lontano quella lacrima
che riga in questo istante la tua gota
è come lava che sull'anima mia scava
per ritrovar di nuovo la sua strada
forse ci sarà un giorno sotto a questo cielo
dove ritornar a ciò che abbiam vissuto
o forse rimarrà un sogno
a cui nell'ora persa
un campanile ridarà memoria
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Commenti (1)
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Kiaraluna12 agosto 2009
Un rimpianto che lascia spazio alla speranza... in fondo... mai dire mai. Molto bella, delicata e piena di dolcezza, apprezzata veramente.
