Semaforo rosso
Semaforo rosso.
Inizia il lavoro.
Asfalto sotto i piedi
macchine in fila
ma per dove?
Non si sa.
Sorridi.
Neanche ti guardano.
No grazie.
Perché insisti?
Acqua sul vetro.
Non la volevo.
Ormai c'è.
Spiccioli.
Cosa penso
Cosa penso
Semaforo verde.
Finito il lavoro.
Piccole pause
piccole pause
poi ancora acqua sui vetri
spiccioli e sapone.
Persone.
Rotonde.
Incroci che diventano rotonde.
Siamo persi
siamo persi
la testa gira
la testa arrosto
quaranta gradi d'agosto.
Semaforo giallo
canta il gallo
a volte è un fischio
troppo rischio.
Ferma in volo il lampo
e non ho scampo.
Stop.
Finestrino.
Guarda lì,
c'ha anche un bambino.
Sarà finto?
Porterà male?
Prima seconda
salvami rotonda.
Semaforo rosso
ignorarti non posso
una cosa mi chiedo
se quello
che vedo
è paradossale
oppure è normale.
Semaforo rosso.
Inizia il lavoro...
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Commenti (3)
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Rosy Marchettini24 agosto 2009
Bella! Versi pieni di ritmo e che raccontano della realtà di tutti i giorni Semaforo rosso... semaforo verde Piaciuta proprio tanto anche per la sua originalità
Gabriella Caruso24 agosto 2009
Io do un'interpretazione diversa da quelle che ho appena letto anche in bacheca. Io credo che tu ti riferisca ai puliscivetri dei semafori, alla loro vita disgraziata e alla nostra indifferenza. Originale, piena di immedesimazione negli altri. Piaciuta.
AlexMen25 agosto 2009
Bellissima poesia in rima che descrive il quotidiano andazzo della nostra vita... per molti sorseggiata in macchina fra un semaforo e una rotonda. veramente tanto apprezzata... anche per l'originalità del testo!


