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Sociale 2 settembre 2009 · lettura 1 min · 5583 letture

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Kiaraluna 1203 poesie pubblicate
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Ti guarda eppur par non vedere il naso immerso nel giornale seduto al tavolino d'un caffè sguardo lontano perso alle rimembranze quotidiane impreca al bimbo ineducato e al suo pallone cappello sulla fronte e sigaro toscano assapora il tempo ch'è sfumato fruga gli spicci per telefonare si dà dello sbadato ché la cabina in piazza più non c'è e tantomeno chi chiamare e fà due passi lungo il viale piano piano per arrivare al parco almeno tre alla panchina che fu del primo bacio dove pianse l'amico, già partito e pure lui quel viaggio quasi lo farebbe ché a casa alcuno se lo piange l'amore d'una vita s'è volato nonno è solamente se conviene figli e nipoti pensano per sè vecchio unico vessillo quel bastone del mondo che ti amava e sotterrato questo che hai intorno ti ricusa, sconosciuto ed alla porta chiusa, mai nessuno
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Uno sguardo dovuto ad un passato che stanco cammina per le strade della vita, in completa solitudne interiore, ignorato e abbandonato a se stesso, a spengersi come un mozzicone di candela che non serve più a nessuno. Un "oggi" che potrebbe essere il domani di ognuno di noi. Cerchiamo di non perdere almeno la capacità di indignarci, di fronte alla vergogna dell'indifferenza e alla totale perdita del sacro valore del rispetto.

L'autore
Kiaraluna

Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res

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Commenti (21)

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Cuccu Anna Maria2 settembre 2009

Molto triste finire l'esistenza soli e abbandonati proprio da coloro che dovrebbero avere amore e rispetto. Molto intensa e profonda. Stupenda.

Rosa Leone2 settembre 2009

riflessione degna di riflessioni basterebbe guardarsi intorno e amare chi ci circonda con meno egoismo ed essere consapevoli che quel giorno... forse non troppo lontano... torna per tutti... molto bella, intensa e vera... apprezzata e letta con piacere

L
Lorenzo Crocetti2 settembre 2009

Anche se non brilla, dato l'argomento, per eccesso d'originalità (la storia del vecchio solo è trita e ritrita e rappresentata in tutte le salse) pur tutttavia questa poesia si snoda attraverso un malinconico procedere e sa darci una visione esatta, nell'ambito di pochi versi, della vita del vecchio pensionato, oramai solo e con la compagnia solo di ricordi di un tempo che magari fu felice. Sullo sfondo la solita musica di Shalck, bella e saudente quanto si vuole, e per questo va bene su tutte le salse.

Fabrizio Diotallevi2 settembre 2009

basterebbe la nota... solo il fatto di porsi certe domande ed osservare situazioni come questa denotano grande profondità di animo e non potrebbe esere altrimenti, deliziosa nell'idea, stupenda nella resa, bellissima nella scrittura, capolavoro!

M
Mau03582 settembre 2009

elegante ma stigmatizzante. profondamente vera e da me condivisa appieno. quante cose da fare in questo mondo se vogliamo recuperare un po' della umana dolcezza perduta.

Anna Maria Obadon2 settembre 2009

Per esperienza personale conosco la situazione di molti anziani, specialmente quelli non autosufficienti, che vengono totalmente abbandonati presso Residenze Sanitarie senza più curarsi di loro: non una visita, non una carezza un bacio o una parola di affetto o conforto. Merce avariata da rifuggire. Quanta tristezza e cattiveria verso le persone più deboli! Condivisa e piaciuta.

Marcella Condemi2 settembre 2009

Versi molto intensi, veri, profondi e molto toccanti, quante persone sono davvero indifferenti innanzi alla vita vissuta di un uomo che porta con se il suo sapere, le sue emozioni vissute, TRATTANDOLI COME FANTASMI, senza alcuna emozioni ma anzi con disdegno, purtroppo viviamo in una società che più va avanti e più peggiora, occorre tanta fede, e fiducia nel prossimo, anche se a volte, sembra di essere in un incubo...

T
Tonia2 settembre 2009

La solitudine... un problema degli anziani che ci tocca il cuore... soprattutto quando li osserviamo sulle panchine... ad ammazzare il tempo... soli; mentre la società è indifferente al loro bisogno di rendersi utili ancora... sino a quando Dio vorra' condurli con LUI! Bellissima e molto attuale.

A
Alessandro Vigliani2 settembre 2009

Poesia meno intensa rispetto ad altre tue, ma comunque bella e significativa. E' come un quadro a dipingere un attimo di vita, come se ti fossi fermata per un attimo a vedere davvero la vita di quell'uomo solo.

Marco La Rosa2 settembre 2009

Riflessione vera e reale di uno status sociale e di persone che ci circondano, i versi si leggono piacevolmente e scorrevolmente.

Doraforino2 settembre 2009

Riflessione degna di note, per questi versi che tracciano l'immagini di un vecchio, che è seduto al tavolino di un caffè con il naso immerso nel giornale, con uno sguardo lontano a rimembrare il passato... Brava! hai dato una caratterizzazione precisa di un anziano, che ha come vessillo il suo bastone... Apprezzata!

Berta Biagini2 settembre 2009

Quante volte anch'io mi sono proiettata nel futuro vedendomi su quella panchina e non sono mancate le riflessioni, tanto da desiderare il non voler arrivarci – non è egoismo ma solo paura. Ho visto tanti tanti anziani lasciati soli che il mio cuore ne è troppo provato.

Carla M Casula2 settembre 2009

Una descrizione in versi fortemente esplicativi e fluidi, una riflessione in poesia molto ben delineata ed incisiva che tocca le corde del cuore e fa indignare e commuovere al contempo. Molto sentita e immensamente apprezzata.

Rosy Marchettini2 settembre 2009

Poesia di rara bellezza vi si legge l'amore ed il rispetto che hai per le persone anziane, ti sei messa al loro posto ed hai composto questa meravigliosa poesia con l'anima applausi, Kiaraluna, da questo grande e sfavillante teatro immensamente piaciuta ed apprezzata

Jeannine Gérard2 settembre 2009

quel Lorenzo Crocetti, te ne racconta di tutti i colori, ma forze è percio che lo vogliamo bene, o non Kiaraluna, la tua poesia tratta di cose di tutti giorni, e non ci meravigliamo se una persona anziana viene dimenticata da figli e nipoti, è all'ordino del giorno, non c'è piu tempo per occuparsi dell'amore famigliare, e questo sta diventando la piaga del nostro tempo, ma c'è chi ancora ha la famiglia, ed è voluto bene, e osservare il dolore degli altri a volta fa ratristare chi come noi ha cuore, ma non tutti sanno provare amore, bella e triste la tua poesia, a me spaventa, tutti lavorano, mio Dio chi sa che fine faremo,

Rasimaco2 settembre 2009

Si! cara autrice, hai proprio ragione "un oggi che potrebbe essere domani anche per noi..." una poesia centrata per il tema voluto e di una bellezza straordinaria per come hai saputo trattare l'argomento... molto apprezzata.

Veleno2 settembre 2009

Un dolce caro pensiero... malinconico pensare... un viaggio agli estremi della vita quando tutto diviene piu' difficile. Accorata visione e preghiera. Condiviso il pensiero... Splendida poesia.

Danielinagranata2 settembre 2009

Un giorno saremo noi "vecchi" speriamo di non rimanere soli e abbandonati su una panchina mi fanno tanta tenerezza le persone anziane hanno dato tanto nella loro vita e spesso vengono abbandonati una bellissima poesia che mi ha commosso e ha toccato le corde del mio cuore la conservo grazie per la sempre sensibilità che ti contraddistingue

Danielinagranata2 settembre 2009

Un giorno saremo noi "vecchi" speriamo di non rimanere soli e abbandonati su una panchina mi fanno tanta tenerezza le persone anziane hanno dato tanto nella loro vita e spesso vengono abbandonati una bellissima poesia che mi ha commosso e ha toccato le corde del mio cuore la conservo grazie per la sempre sensibilità che ti contraddistingue

Danielinagranata2 settembre 2009

Un giorno saremo noi "vecchi" speriamo di non rimanere soli e abbandonati su una panchina mi fanno tanta tenerezza le persone anziane hanno dato tanto nella loro vita e spesso vengono abbandonati una bellissima poesia che mi ha commosso e ha toccato le corde del mio cuore la conservo grazie per la sempre sensibilità che ti contraddistingue

Antonio Biancolillo3 settembre 2009

...un giorno di tutti... ma tanti non ci riflettono e passano indifferenti... perché quell'oggi... ora non mi appartiene... Ottima stesura... ottima riflessione.