Arcobaleno
S'è chiuso il cielo,
lampi scintillanti
guizzano nell'aria,
un frastuono di tuoni
rende inquieti,
uno scroscio
di pioggia scende
a benedire
l'assetata terra.
Penetra un raggio di sole
gli oscuri cirri,
formando l'arcobaleno.
Accosto l'auto
vicino al marciapiede,
scendo.
Non mi importa di bagnarmi,
non rinuncio allo spettacolo,
estasi per la mia anima.
E mentre osservo l'incanto,
la vita frenetica
degli altri
mi passa accanto,
uomini e donne intenti a guidare,
gente al cellulare,
nessuno alza più gli occhi,
per contemplare
la meraviglia.
Mi rammarico,
frenetico vivere
domina il mondo.
Non v'è più tempo
per capire,
.gli attimi
di felicità.
©
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Commenti (3)
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poetapercaso10 settembre 2009
Un dolcissimo invito a fermarsi ad assaporare nella frenesia dei giorni il proprio tempo. Ben raccontata, scorrevole, piacevolissima e delicata...
Rasimaco10 settembre 2009
si! hai proprio ragione nessuno bada più alle cose belle e naturali... nessuno alza più gli occhi ad ammirare meraviglie che ancora ci regala questa vecchia nostra terra...
Danielinagranata11 settembre 2009
Un inno alla natura e alle magnifiche cose che ci circondano solo che spesso non si riescono più a vedere molto delicata e bella


