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Impressioni 13 settembre 2009 · lettura 1 min · 1258 letture

Cuore malandato

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Orma Detruria 416 poesie pubblicate
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Tra le mani ho gusci di conchiglia che sento bruciarmi la pelle ho passato quanto tempo non so a camminare sulla spiaggia di questo mare deserto accompagnata da una voce rivivo istanti di penombra e le spalle di un uomo che prima era un gigante ora piegato tutt'uno alla sua sedia gli occhi opachi del vecchio amano perdersi per ore ed ore nelle onde dei ricordi anziano marinaio al suo tramonto ero lì anch'io sempre restia ad entrare in quella stanza spoglia d'ospedale senza coraggio di turbargli quel rimpianto o quel suo sogno spaventata dalla tristezza educata dall'umile pudore di chi ha bisogno ormai di tutto malgrado più inghiottivo l'odore più mi saliva in gola la voglia di riportarlo indietro alla vita e alle sue gambe lo avrei sorretto io con le mie forze com'era stato lui con me sempre presente così mi avvicinavo e lo chiamavo Papa' e lui improvvisamente illuminato dal solito sorriso teneva stretta stretta la mia mano il cuore malandato e affranto gli batteva un poco con il mio
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Commenti (9)

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You Don’t Know Me13 settembre 2009

si sente il battito in queste parole meravigliose ...si sente la voglia di urlare perché...ma la vita è un circolo senza fine dove i ricordi si coniugano con la gioia col dolore e il tempo che passa non si può fermare ma l'amore quello si può sentire si può vedere... in un sorriso...

Rita Minniti13 settembre 2009

In questa poesia le parole sono di una delicatezza estrema, compite, quasi sussurate. Una delicatezza che tocca l'anima, che si snoda attraverso il passato e il presente, rendendo paticolarmente pregevole questi versi così carichi di commozione e dolore. Una poesia che prende fin dentro l'anima dove, altre parole, sono supeflue. Intensamente bella e struggente!

Gabriella Caruso13 settembre 2009

Versi pieni di dolcezza, di malinconia e di straziante dolore, come solo l'amore di una figlia riesce a trasmettere. Verso per verso questa poesia scivola nella sofferenza affettuosa per il " vecchio marinaio", per la sua vita, per i suoi ricordi. Solo quando si riesce a pronuncare " papà", si può carpire un sorriso e ...una stretta di mano. Incantevole

Kiaraluna13 settembre 2009

Conosco quella voglia, fatta anche di rabbia, di riportare indietro il tempo, e restituire vigore e dignità al corpo imprigionato dall'età,che ci ha fatto crescere volando ed ora non ha più le proprie ali. Bellissima poesia, ode all'amore che ci ha dato la vita.

Carlo Fracassi13 settembre 2009

La lettura dei versi mi ha riportato indietro nel tempo facendomi rivivere le stesse emozioni provate dall'autrice. E' ben certo che l'amore per i propri congiuinti s'accomuna in un pensiero collettivo ben delineato e trasmesso dall'elaborato propostoci dalla brava autrice.

Paolo Ursaia13 settembre 2009

Una stretta al cuore... versi che sento miei, e si riverberano nei ricordi più intimi. Ben scritta, piaciuta

Berta Biagini13 settembre 2009

A volte ci domandiamo com'è possibile vivere quando la vita giunge a questi punti – eppure dentro di noi rimarrà sempre un qualcosa che ci farà aggrappare unicamente a quanto un tempo ci può aver fatto sorridere – forse proprio per alleviare le ultime sofferenze – sono solo pensieri, chi mai potrà saperlo!. Molto molto sentita.

Antonio Biancolillo13 settembre 2009

Quanta dolcezza in questi versi... tra ricordi... nel desiderio di fermare quelle ore che avanzano... poter ridare quel vigore del passato a quel cuore stanco... ma che non è mi stanco di donare il suo sorriso... Bellisima e coinvolgente nelle emozioni.

Antonella Bonaffini13 settembre 2009

Credo anch'io che più che dire stupenda null'altro si possa dire... un elaborato che quasi in punta di piesi tocca l'anima... Apprezzatissima.