Parole ai bambini
La guerra uccide -solo- bambini.
Non fa vittime tra i civili,
i partigiani o i soldati.
Uomini, donne, vecchi e ragazzi,
chiunque, nella paura,
che scappi o insegua,
vivo o morto,
è un bambino. Un bambino solo.
Le lacrime di chi lontano o vicino,
da una parte o l'altra
piange i morti,
anche quelle,
sono lacrime di bimbo.
Così, il grido feroce di chi uccide un nemico,
centrandolo in fronte, da cento metri
oppure alla nuca, a freddo,
non è più colpevole di quello di un fanciullo
che gioca nei prati agli indiani.
Tutti in guerra sono solo bambini.
Chi è il loro padre e dov'è la loro madre?
Non importa.
Ma noi,
noi sconosciuti tra noi,
possiamo almeno - non- dire ai nostri figli.
" Questi uomini sono morti per la pace".
E ripetere,
questi bambini, ancora, gli ha ammazzati la guerra.
Le parole, nel tempo,
possono avere conseguenze imperdonabili.
Oppure,
salvare il mondo.
©
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Commenti (2)
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J
Jack Pastore18 settembre 2009
E i commenti? Basta una voce fuori dal coro per bloccare questa voglia di commentare? Ho letto poesie con commenti a doppia cifra, poi leggo questa... e nulla. Sveglia! ...Dimenticavo... bella poesia, ha il merito di provare a guardare oltre, e il pregio di farlo con eleganza. Sveglia!
Sergio Melchiorre8 ottobre 2009
Poesia che affronta argomenti "scottanti". Molto apprezzata!
