Sferzando di sussulti la ragione
Come pioggia incidi, lieve, lo sguardo
scivolando sui brividi a chiamarti
nel dischiudere in fremiti di fiato
i petali irrorati del tuo miele
brezza di respiro a sferzare pelle
- senza ritorno in pieghe di confine -
nei suoni di risacca il mare scuote
annego nel riflusso tra colonne
Come tempesta adesso tu mi investi
senza riparo in turgido annaspare
è incastro naturale d'elementi
sferzando di sussulti la ragione
e inarchi le tue curve alle intemperie
ti ancori graffiando ogni mio senso
disperso, in mulinelli d'energia,
su gemiti di roco vorticare.
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Commenti (4)
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Cuccu Anna Maria19 settembre 2009
Travolgente e sensuale uragano dei sensi. Avvolgente e passionale. Molto apprezzata.
mp47pasquino20 settembre 2009
Piacevole lettura, gradito stile costruito con limpido pudore, l'eleganza del linguaggio da ancora più forza all'opera, quell'erotismo diffuso da petali di rosa... letta con piacevole attenzione.
Apache20 settembre 2009
Semplicemente bella... un intreccio di versi un miscuglio di emozionanti sensazioni, non il solito scrivere... ma un insolito scritto ...ad arte e sapienza. "Senza riparo in turgido annaspare" "senza ritorno in pieghe di confine" MI INCHINO... e senza parole.
poetapercaso21 settembre 2009
straordinaria allegoria, trasparente, benscritta, parole di un poeta e non di un uomo...



