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Introspezione 21 settembre 2009 · lettura 1 min · 1241 letture

Ortodossia

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Orma Detruria 416 poesie pubblicate
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Il sogno sfugge divenendo alla mente sempre più impreciso e vago fermarlo non si può non si deve dubito persino del dolore perché ho dentro amore abbarbicato solida radice il petto pizzica del fresco della notte imbiancata dalla luce deserta dove ogni equilibrio stenta o inciampa subisco del buio che penetra la via l'ammonimento a sfiorare una carezza mi ritraggo alla sorte in fretta mettendo alla porta l'indomani prima di pagargli il conto
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Commenti (6)

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Paolo Eroli21 settembre 2009

C'e' ancora tanta passione dentro che la notte fa far male anche piu'...bella nella sua malinconia, versi di grande forza!

Paolo Ursaia21 settembre 2009

Grande suggestione... versi ben costruiti, eleganti, fortemente evocativi. Molto piaciuta

Rosy Marchettini21 settembre 2009

Superba e meravigliosa questa tua poesia Un diamante che si aggiunge agli altri Non c'è una poesia tua che non sia profonda, pregna di sentimento Applausi, Orma Detruria, da questo grande teatro Piaciuta ed apprezzata immensamente

Gesuino Curreli21 settembre 2009

Ortodossia... io non so che sia nel mio vagare stupido e inconsueto, però col "sogno che sfugge alla mente e fermarlo non si può e non si deve", con esso libero del mio stato greve il peso di abitudine noiosa. Tu sei poeta e vaghi senza posa, e quando il sogno sfugge, t'imbianchi del silenzio della luna, abbarbicata all'amore che hai, imperterrito, nel petto. Fortuna di una forza alla quale soccombo per dispetto di illeggibile malia e che tu domini, invece, cedendo solo al "buio che penetra la via". Poeta di dolore candido e impietrito che chiude l'uscio anche al suo domani. Non paghi nessun conto, mi verrebbe da dire, vivendo ognuno sconta la sua morte, e tu non fuggirai alla tua sorte che ti ha unto, benigna, con l'olio di poesia

Kiaraluna21 settembre 2009

Smettere di sognare non si deve, ma nemmeno si può,i sogni nascono senza permesso... mentre la sorte, il destino, la vita o comunque si voglia chiamare ha sempre il conto in bocca per ogni attimo di felicità,e ci insegue come una fiera. Davvero una bella poesia.

Rasimaco21 settembre 2009

io che sono ormai un disincantato e vecchio veliero, rotto a tutti i mari ed alle loro procelle, apprezzo questi versi per la loro schiettezza... non bisogna mai smettere di sognare... apprezzata