Il grido
In quella casa calda e viva
hai vissuto i tuoi giorni migliori,
giorni d'amore, di sole e di vento,
giorni intrisi di teneri odori.
sei cresciuta insieme ai tuoi bimbi,
madre e donna "col cuore a colori",
respingevi col sole tra i denti
anche i più fugaci dolori.
poi ad un tratto tutto è cambiato,
la tua innata gioia nulla ha potuto,
il mondo fuori e dentro è crollato,
ogni cuore è diventato muto.
la tua voce, straziante e ferita
risuonava tra sangue e cemento,
ma in quella notte codarda e violenta
nessuna pietà per quel disperato lamento.
il lamento di chi ha perso tutto,
il lamento di chi ha visto morire
le sue indelebili tracce di vita,
quattro occhioni spauriti in cerca d'amore .
avresti voluto riaverli in grembo,
avresti voluto cancellare il terrore,
li hai abbracciati, avvinghiati al tuo corpo,
in un estremo gesto d'amore.
cosi' quella casa è diventata una gabbia
di cemento "armato" solo contro di te,
ed in quella notte folle ed odiosa
sei andata via per sempre,
straziata eppur radiosa .
il mio grido di dolore ora esplode
seguendo il volo dei tuoi ultimi pensieri,
dei tuoi inascoltati pianti,
di tutti i tuoi sogni infranti;
in quei bui momenti lunghi una vita,
qual'è la strada, la via d'uscita?
me lo chiedo in lacrime, io che sono viva,
io che vorrei cancellare tutto,
e "risentirti" col cuore a colori,
col sole tra i denti e quei teneri odori.
mi resta invece un oscuro dolore,
un rimpianto eterno e pungente
e quel tuo sorriso impresso nel cuore
che mai più ritroverò fra la gente.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
G
Gennaro27 settembre 2009
Versi molto significativi e profondi. I superstiti di quella terribile notte continuano a vivere con un dolore immenso e nel ricordo dei defunti cari. Si sentono quasi colpevoli per essere sopravvissuti.