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Amicizia 27 settembre 2009 · lettura 2 min · 1941 letture

Il grido

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Gabriella Cocciglia 43 poesie pubblicate
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In quella casa calda e viva hai vissuto i tuoi giorni migliori, giorni d'amore, di sole e di vento, giorni intrisi di teneri odori. sei cresciuta insieme ai tuoi bimbi, madre e donna "col cuore a colori", respingevi col sole tra i denti anche i più fugaci dolori. poi ad un tratto tutto è cambiato, la tua innata gioia nulla ha potuto, il mondo fuori e dentro è crollato, ogni cuore è diventato muto. la tua voce, straziante e ferita risuonava tra sangue e cemento, ma in quella notte codarda e violenta nessuna pietà per quel disperato lamento. il lamento di chi ha perso tutto, il lamento di chi ha visto morire le sue indelebili tracce di vita, quattro occhioni spauriti in cerca d'amore . avresti voluto riaverli in grembo, avresti voluto cancellare il terrore, li hai abbracciati, avvinghiati al tuo corpo, in un estremo gesto d'amore. cosi' quella casa è diventata una gabbia di cemento "armato" solo contro di te, ed in quella notte folle ed odiosa sei andata via per sempre, straziata eppur radiosa . il mio grido di dolore ora esplode seguendo il volo dei tuoi ultimi pensieri, dei tuoi inascoltati pianti, di tutti i tuoi sogni infranti; in quei bui momenti lunghi una vita, qual'è la strada, la via d'uscita? me lo chiedo in lacrime, io che sono viva, io che vorrei cancellare tutto, e "risentirti" col cuore a colori, col sole tra i denti e quei teneri odori. mi resta invece un oscuro dolore, un rimpianto eterno e pungente e quel tuo sorriso impresso nel cuore che mai più ritroverò fra la gente.
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164. 09 in memoria di Daniela visione e dei suoi bimbi Matteo e Davide, vittime del terremoto del 6 aprile.

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Gabriella Cocciglia
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Commenti (1)

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Gennaro27 settembre 2009

Versi molto significativi e profondi. I superstiti di quella terribile notte continuano a vivere con un dolore immenso e nel ricordo dei defunti cari. Si sentono quasi colpevoli per essere sopravvissuti.