Clochard
Un uomo solo.
Generato da madre e padre
ne'madre né padre.
Infauste fragilità
infantili
e la condanna
a relitto errante.
Uomo mai bambino
raccattante il rimasto
in tempo senza ore.
Guarda la luna
che fa più bella la notte.
La sua voce è il silenzio.
Mentre impronte di dita insudiciate
lascia sul giaciglio di cartone.
Finisce così il suo giorno.
Forse l'ultimo.
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (1)
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L
Luca Torri5 ottobre 2009
è più facile trovare un bambino tra quei cartoni che in cento ville ai Parioli. Credo che un clochard, toccherebbe ferro... leggendo questa poesia.
