Veglia al vergine interrogativo
Sordo il mare si scola una bottiglia
di lettera cerata.
E il lido che s'allunga mano
a raccogliere sassi e arena
prima che nascano gli ombrelloni
mascherati da persone.
Che non hanno i colori
al vergine interrogativo da fumetto zuccheroso.
Parto da un orecchio all'altro.
In testa finisce l'orizzonte.
Un copricapo come un fazzoletto a nodi
lenti da navigare come un rosario.
Dalla finestra di un panorama ruga truccata
che è poco gitano da ballare.
Tutto ciò che s'è perduto
nudo e lucido
del sangue e della vita
si tinge arrugginito.
Si veglia profondo e salato.
Tutte le ore al pendolo del sole.
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Commenti (1)
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M
Maria Francesca15 maggio 2006
scrivi sempre in modo incisivo, ma credo che in questi versi c'e' un leggero graffio.