Socchiuso
A chioma di statua un’agave alla fontana
tra vento e sole punge il riposo d’abbandono.
Buca il tempo il suono di campane fronda
al tocco graffia piccola spina il buongiorno.
Gli ubriachi sono al sonno della realtà dei fatti
tesoro da festeggiare a festa chiusa e si è svolta
da orizzonte contagio d’eco al traffico ondata.
Un muro a riva galantuomo stampella panchina.
E fogli di giornale stanze a cielo azzurro per fuggire.
L’indirizzo ci parli in umore di marea di battima un punto
che alla risacca ferita cicatrice pare occhio socchiuso.
Un risucchio.
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Commenti (1)
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Maurizio Brancaleoni3 novembre 2007
Sperimentalmente eccellente... mi piace questo modo di far poesia...