A Poesia

A te giovane, dolce e saggia amica,
con forte imbarazzo, retaggio d'educazione antica,
ove eran negati sentimento ed emozione,
provo a scrivere nuove, ostiche parole.
A te che mi hai concesso sfiorare le tue mani,
che le mie colmi di lemmi, affetto ed attenzioni,
a te nei miei pensieri, a te nell'aria,
in versi e melodie d'innumerevoli canzoni.
A te sera d'estate s'un prato d'erba e note,
tu, fiori disegnati su sfondi sempre neri,
in chiesa sconsacrata aleggia la fragranza,
tra folla smisurata avverto la presenza.
Per te non son più io, era un io senza speranza,
in te banco di prova della mia nuova essenza,
da te, maestra d'arte che rimodella il viso,
ho appreso a disegnare sulle mie labbra il sorriso.
Se ad intimo parlare mi so ora abbandonare,
se al quaderno della vita copertina posso cambiare,
se le pagine scritte restan come sono,
quella odierna racchiude il tuo dono... felicità.
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Commenti (1)
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Pino Mario De Stefano23 ottobre 2009
una tenera e bellisima serenata alla signora Poesia! e dolce!