Dal rumore il silenzio, dal colore la vita

Ancora ondeggia in me lo stupore per il suono che tu, dal rumore, sai volgere in aurea composizione,
Sempre meravigliato dal tuo tempo che misura del mio battito è naturale conservazione,
Come sol che del violino magnificenza ed ordine alla risonanza universale apporta,
E fredda simmetria che la scala del colore liberamente e necessariamente riporta,
Nelle cineree strade che dal tuo respiro l'incauto colore dal Corso al Lete dimenticano,
Ritrovato dalle vite che non più dell'invisibile amarezza nell'ordinario affiorano,
Nello sfolgorio delle candele che ogni riflesso dell'impeto languente del nostro amore sostiene,
Nel giorno che confusa visione della candida luce per te iride incandescente diviene,
Anima mia, il tuo alchemico ascendente riesce laddove i mortali falliscono per protervia perenne,
Tu sola che di Clizia il fiore dell'Apollo affranto sai far brillare con magistero solenne,
Il rumore, moderna finzione dell'umano deserto, dalla tua voce oasi diviene di silenzio celeste,
E la vita, argentea visione, si ritrae dei colori che la tua anima dal tuo mondo riveste.
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