sette maggio
solitudine quasi solida
granitica, dolcissima
nel viaggio
verso il mare
un gabbiano mi segue
lascio pensieri
vuoti e leggeri
scandagliare
i fondali
della mia esistenza
pensieri liberi
senza freno
sono come sentieri
del mio impalpabile domani
non c'e amicizia
come ancora
che ormeggia la mia anima
il mio battello esistenziale
naviga in preda alla bonaccia
da solo
senza capitano al timone
sento il corpo vuoto
leggero
e la mente lo accompagna
il sole, il mare
triste consolazione
del mio mal di vivere
fortunati voi
amici lontani
vi auguro di vivere
il sette maggio
©
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Commenti (2)
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Signoretti Monica7 maggio 2006
bella poesia ma molto triste! capisco bene il tuo stato d'animo! sono riuscita a volte a trovare il bello anche nella mia solitudine! un monica
R
Rosy767 maggio 2006
Dolcissimo Massimo, mi commuove questo dolore, questa sofferenza di vivere... che non ti allontana da ”tanti altri” ma a loro ti accomuna... ci fa sentire vicini nella difficile comprensione della vita. Baci
