Faloppie
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quando si è vecchi basta un piccolo fuoco a fare calore e compagnia e guardando salire le faville, unico calore rimasto della vita, ritornano alla mente mille pensieri di una vita certamente sofferta... Bella ...e con versi appropriati ...vera!
Proprio ieri, era già notte fonda, ho dato fuoco ai ceppi nel camino. Ciclo e destino dentro l'anno come la stagione che procede e si rinnova, con la formula antica, per la prova del viso immerso nel suadente calore della fiamma. Non sento più la tenera rampogna del babbo e della mamma e sono lì davanti, solo, nel crepitio che sogna, e il tempo trascorso che mi chiama a dolcissimi ricordi. I giorni freddi e sordi sono il livore che lascia segni amari, e non basta il tepore che ti scalda, se l'anima è compagna al rigore del canto solitario. L'amore di una sosta, dopo la corsa di tanto penare, é condizione amara, ma è fuoco del poeta che sa tradurre in versi il segno di stagione, e leva al cielo gelido un canto che ci affascina e commuove .
Di fronte al suggestivo fuoco del camino ricordi affiorano facendo tremare di freddo l'anima mentre il fuoco estende pian piano il suo tepore. Stupende immagini della propria introspezione. Bellissima.
Quasi una breve oggi – ma che dice tanto, regalandoci inmmagini che riscaldano in questo freddo pungente.
Un quadro molto suggestivo quello propostoci dall'autrice. I tuoi versi sono sempre perfettamente articolati... molto bella.




