Il bar della stazione
Inutili scarti umani
gettati intorno ai tavolini,
come i mozziconi aspirati al limite
e calpestati dall'indifferenza.
Macchie disciolte nei tessuti
di giacche sgualcite dal destino,
rughe seccate su pensieri stanchi,
cornici di barbe dimenticate.
Un caffè abbandonato sul bancone,
da chi lo chiese per abitudine antica,
cessa di fumare rassegnato
agli occhi vitrei sul vuoto.
L'angolo in fondo al buio,
zona franca di un fumatore
che ghigna la consapevolezza
di una verità insostenibile.
Muco sputato a terra,
-'sti extracomunitari di merda
tornassero a casa loro,
bersaglio di rabbia
borbottata al muro di nessuno.
Quotidiani urlanti per strategia
e sfogliati per sbaglio,
ma utili al ricordo
del giorno mese anno,
come se facesse differenza.
Quando nessuna scusa rimane
e si deve tornare alla casa vuota,
l'ultimo pensiero va alla speranza
-dammi un gratta e vinci, va,
che ci vediamo domani-.
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L'autore
Stefania Menegatti
Arredatrice, laureata in Sociologia, Master in web marketing, poetessa per passione, amo anche viaggiare e cucinare. Ho un mio blog di poesie e riflessioni: http://cogitoergosum-poesieriflessioni.blogspot.com
Commenti (1)
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Salvatore Azzaro da Giarratana24 ottobre 2009
L'autrice, con questi versi immediati e schietti, riesce a trasmettere al lettore la quotidianità volutamente nascosta dall'uomo comune. Spudorata e diretta come è la vera poesia contemporanea. Che dire bellissima... anzi, di più.
