Le onde del destino
s'aggira lascivo di baldanza
simil garbo d'usuraio in fanfara
eppur non riconosco nell'oggi
questo sorriso cucito a maiolica
nel suo volto straccio di ghirba
cadenza in favella ammainata e babelica
come apolide di un antico sapere
e lui accolito
forse erudita per i bacati di fede
o forse cortigiano all'emporio del credo
con le sue stoffe di atea fatalità
afferra il lauto dell'ignoto avvenir
e ancor prima della solfa ai numi
tutta l'espressiva chiarezza è solo bigio
per quanto stringiam con avido posseder
invano quasi come frantumare il tempo
e mai svellere questa cecità d'acume
si strugge il mio impeto piacere
si strugge ormai d'arguzia voce
quelle labbra parean eterne
marchiate sull'estasi del sentire
parean l'ibernazione dei corpi inscindibili
ma v'è solo umidità
in questa tomba scavata
sulla misericordia
del giorno in disparte
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Sincity
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
