631 lettori online · 355.278 poesie · 7.574 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Impressioni
Impressioni 26 ottobre 2009 · lettura 1 min · 3205 letture

Ai matti danno piatti insipidi

P
Parnassus 13 poesie pubblicate
+ Segui
Datemi l'etere affinché possa vedere il mio volto piangente sul muro. Di quando stavo sul balcone ricordo solo il dolce mare odoroso disteso lungo l'orizzonte; - mentre demoni e morti, rosi dal tempo strisciante e inesorabile, danzavano un colorato girotondo - sognava assorto silenziosi pensieri. Datemi l'etere affinché possa vedere il mio volto piangente sul muro. E in quel sottile momento rimasi abbagliato nel vedere l'innocente specchio blu sorridere al mio sguardo; - quasi volesse giocarsi di me - sorridere al mio sguardo e vergognarsi, farsi rosso, avvicinarsi a me -Quanti anni hai profondo blu? Te lo domando.- -Troppi per i tuoi occhi Troppo pochi per il volto del cielo... Sedici anni appena... Sussurrate queste mute parole, portò la testa al mio petto; sospirano gli occhi socchiusi bagnando la pelle d'una sola lacrima. Datemi l'etere affinché possa vedere il mio volto piangente sul muro.
♥ 0 💬 6
🌐 Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
P
L'autore
Parnassus
Tutte le opere →

Commenti (6)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Lina Sirianni26 ottobre 2009

Parole che colpiscono e trasportano in un'altra dimensione, scorrevole e molto sofferta.

Clodiaf090426 ottobre 2009

Il demone della malattia e della morte minaccia una giovanissma vita. E questa vita vorrebbe l'etere, pur di non vederlo più, pur di non soffrire. Poesia che prende, dalla prima all'ultima immagine.

L
Luigi Ederle26 ottobre 2009

Il dolore della pazzia è lungo sempre. Solo qualche raggio di luce a volte si presenta per essere poi divorato dal buio. Da qualche parte però c'è sempre una fiamella: la speranza.

poetapercaso28 ottobre 2009

veramente molto bello questo conponimento, ben scritto e molto profondo nei contenuti.

Giorgia Spurio28 ottobre 2009

i matti... spesso non si capisce chi siano e chi no in questo mondo. spesso ho pensato che i matti siano riusciti a vedere la Verità ed è per questo che a loro viene data quella maledetta etichetta. loro, i matti sanno cos'è l'etere. "demoni e morti": danze di spiriti e di morte, figure che mi enalano l'aria della pazzia. fu a causa di quelle danze, a causa di quei demoni, di quelle morti, che la pazzia si fece largo, penetrò nell'etere del senno. e l'inconscio sorride? "il profondo blu", l'abisso che ti divora. "sedici anni appena..." troppi e troppo pochi... la follia devasta l'adolescenza. e tutto è racchiuso nei versi struggenti della penultima strofa, e lì ti perdi, "e tu, lettore" ti asciughi quella stessa lacrima. bellissima poesia

Sara Brayon8 dicembre 2009

Bella, molto toccante, evoca immagini che fanno pensare. Bravo!