Scaccolarsi felici (Delirio IV)
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...la poesia... in un gesto di per sè poco poetico... ma che qui assume tutto il valore della serenità... della pacificazione con la vita... di cui si ha la chiara visione in ogni suo assurdo spigolo sghembo... e forse... proprio per questo... tanto la si ama... e si sente così forte la leggerezza... l'ampiezza... dell'anima... e quanto possa essere appagante il suo legame a questa carne... quando entrambe sappiano muoversi libere... bellissima... si si...
Stupenda poesia dell'anima di un bambino, o fanciullino come qualcuno più famoso lo chiamava... l'anima che crescendo piano piano ammutolisce, tranne che nei poeti. Bei versi, piaciuto nel finale il contrasto tra la sollenità dell'illuminazione con la semplicità dello scaccolarsi di un bambino.
Trovo questi versi incantevole, un elogio alla spiritualità e alla riflessione autonoma, di un animo libero e pensante, fuori da qualsiasi schema moralistico ma anche poetico. Solo i giovani sono capaci di togliere gli argini di una vita inscatolata e andare a toccare anzi a profanare concetti sedimentati nel comune pensare, a scardinare lucchetti per proporci una sua visione della vita
Libero stile poetico ma con concetti che esaltano una delle filosofie- religioni più antiche dell'umanità che partono dal principio di riconoscere l'entità del dolore in tutte le sue forme e che conducono al percorso che si segue per liberarsene. "Le catene" menzionate dall'autore non sono altro che anelli di consapevolezza per raggiungere tale scopo. Ottima la scelta dei concetti, pur non essendo buddista, perché riconosco che la felicità parte prima di tutto dalla conoscenza del singolo e non da cio' che ci viene imposto senza capire. Veramente apprezzata in tutto.
stupenda! il capo fa sì cento volte per ogni verso! e la chiusa è spettacolare. è bello spulciarsi come lupi e scaccolarsi come i bimbi. forse proprio loro hanno capito in quel modo il senso della vita!



