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Spirituali 29 ottobre 2009 · lettura 2 min · 1772 letture

Scaccolarsi felici (Delirio IV)

L
Luca Torri 255 poesie pubblicate
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Anche i sassi hanno un'anima, anche la sedia a dondolo di mia nonna, pace all'anima sua, ne ha una. Così ogni cuore, ogni forma animale possiede un'anima, benché murata nella carne. Il corpo, quello che pesa, è la nostra gabbia ambulante, senza la quale tutta questa assurda meraviglia, fuggirebbe; allora, Che sia la carne, il sogno dell'anima sopita? Ahimé, non ho la risposta. (E se l'avessi... cambierebbe?) Però, sento che c'è uno spazio vuoto, qualcosa simile a un'infinita libertà tutta intorno a noi; a noi, Che siamo legati a una catena La voglia di vivere, La paura di morire, La solitudine, o proprio, l'amore Questa è... la catena E c'è una catena per tutti, qui. Mi spiace anche per me. La lunghezza, invece, quella, la decidono in tanti, la decidono prima; si chiama: Educazione, Comune senso del Pudore Si chiama Vivere senza Mordere (i mezzi sono infiniti) Le stesse parole: Libertà Pace Bontà sono anch'esse catene: Silenziose- Tintinnanti Catene. Questo per intenderci. Però, cani non siamo e forse, possiamo anche vivere senza avere padroni, vero, Perché in fondo, potenzialmente siamo tutti dei Siddhartha; dei non illuminati in grado di illuminarsi alleggerendosi da quel corpo che tanto goffo ci impedisce di... Cosa? Nessuno lo sa, E: -La Vita è bella- Infine, così tanto, mi piace stare qua ad abbaiare alla Luna, spulciandomi, che se un giorno, ancora uno, potrò essere felice come un bambino di cinque anni, prometto che starò come un Buddha. Già, proprio come un piccolo buddha... che si scaccola.
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Commenti (5)

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Amara29 ottobre 2009

...la poesia... in un gesto di per sè poco poetico... ma che qui assume tutto il valore della serenità... della pacificazione con la vita... di cui si ha la chiara visione in ogni suo assurdo spigolo sghembo... e forse... proprio per questo... tanto la si ama... e si sente così forte la leggerezza... l'ampiezza... dell'anima... e quanto possa essere appagante il suo legame a questa carne... quando entrambe sappiano muoversi libere... bellissima... si si...

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JuRock29 ottobre 2009

Stupenda poesia dell'anima di un bambino, o fanciullino come qualcuno più famoso lo chiamava... l'anima che crescendo piano piano ammutolisce, tranne che nei poeti. Bei versi, piaciuto nel finale il contrasto tra la sollenità dell'illuminazione con la semplicità dello scaccolarsi di un bambino.

Gabriella Caruso29 ottobre 2009

Trovo questi versi incantevole, un elogio alla spiritualità e alla riflessione autonoma, di un animo libero e pensante, fuori da qualsiasi schema moralistico ma anche poetico. Solo i giovani sono capaci di togliere gli argini di una vita inscatolata e andare a toccare anzi a profanare concetti sedimentati nel comune pensare, a scardinare lucchetti per proporci una sua visione della vita

Daniela Messana29 ottobre 2009

Libero stile poetico ma con concetti che esaltano una delle filosofie- religioni più antiche dell'umanità che partono dal principio di riconoscere l'entità del dolore in tutte le sue forme e che conducono al percorso che si segue per liberarsene. "Le catene" menzionate dall'autore non sono altro che anelli di consapevolezza per raggiungere tale scopo. Ottima la scelta dei concetti, pur non essendo buddista, perché riconosco che la felicità parte prima di tutto dalla conoscenza del singolo e non da cio' che ci viene imposto senza capire. Veramente apprezzata in tutto.

Giorgia Spurio29 ottobre 2009

stupenda! il capo fa sì cento volte per ogni verso! e la chiusa è spettacolare. è bello spulciarsi come lupi e scaccolarsi come i bimbi. forse proprio loro hanno capito in quel modo il senso della vita!