A digiuno di festa
punge la notte madreselva
in quel dì persiana d'altrove
risuona borea di morti taciuti
illustri occhi color zafferano
inchiodati a zucche vuoti scarlatti
terra di granoturco riluce di neon
di passeggiate su strade fattucchiere
al rintocco scoccato dai lampioni
di scherzi e dolci volti filati
dalle strida dei boshi opachi
soccombono i lauri puledri in podismo
tra i muschi solchi profili del novembre
mentre si ronza per grattacieli fantasmi
o simil giunchi di paludi salmastre
streghe battono terre d'ombra
non voglio indossare maschere
impronte di gorbie posture
per coloro che riposano in contegno
un pianto cenere già l'animo seppellì
e sarà festa anche nella disperazione
delle architetture che fiori adornano
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L'autore
Sincity
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