Sogno
Fingendomi innanzi agli occhi miei il tuo sorriso
naufrago in queste notti di tenerezze negate
E la tua bocca, ferita o piaga, come voce amica sogno
canto d'un oboe solitario in contrappunto al mio cuore
Ronzante violoncello senza lune e gelsomini.
Una spina di solitudine mi lacera della tua assenza
Zingaro e menestrello poeta ed incantatore
mentre la mia mano tesa nel nero della stanza sospira
Ancora un sogno che smantelli i muri di questi anni
e le catene di queste lontananze frantumi senza pietà.
Non smetterò di cercarti in queste sere che mi restano
in questo vagare di mare in mare all'argo della vita.
Ondeggianti parole d'amore discaccio e si fa tempesta
so che sono l'inganno della mia ricerca di te e incanto.
Zigano che a te m'attrae quando poi l'acre amaro fumo
di un fuoco che si spegne è ciò che resta o rumori
Pietosi d'onde di mare in un guscio di conchiglia morta
svaniti profumi di primavere mai sorte d'estati mai nate
Ed ecco che quella morte che tutti chiamano sonno
arriva arcangelo galoppante e tu vinci amor mio
Tu che mai vidi che mai toccai che mai ascoltai
la tua vittoria è pace e tormento, inganno e verità
E la mia sconfitta dolce e amaro di chi non ha o sa trovare
bacio lontano ricordo di un canto che è già silenzio
Kanicola in inverno balsamo e veleno rimorso e gioia
E quest'ultimo verso d'assopita solitudine.
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Commenti (1)
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Pietro Roversi1 novembre 2009
Alessandrini? in fondo l'Italia è pur sempre mediterraneo. E un oriente desiderato si suscita e riempie un vuoto occidentale. Raffinata e statica, come un'icona.
