Le fate ignoranti
L'ora della sera sopraggiunse
Ed ogn'armonia rianimò l'anima
Fate sconosciute ti recarono
Angora tra i desideri alteri
Tenuti così agli angeli nascosti
Eternamente d'ogni bacio gelosi
Io entrai nel tuo mondo, ladro
Gioioso d'ogni tua cosa: pensiero
Natura e bene, tutto celandomi
O sempre più amando e sognando
Ritrovarti per me tra quei canti
Arcani ed allegri banchetti, dolci
Notti leggendo Ikmet desiderando
Te nei tuoi abbracci di cielo e mare
Inquiete visioni ed incauti sogni
Ferzan pronunciai piano nella via
Estasiato di "quel tutto volevo anche..."
Ripetendo "anche il suo male" Ferzan
Zigogolava nel cuore, la cara persona.
Annichiliva dinanzi al portone
Nella mia strada ogni speranza.
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Commenti (1)
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Pietro Roversi1 novembre 2009
Armonia, anima, angora: AAAAAAAAAAAAAAAA Gelosia di un amore che non si ha vuol sempre dire gelosia della propria solitudine. Fa comodo allora un amante simbolico, una celebrita' del cinema per proiettare un mondo tutto interiore sullo schermo della pagina. Per un po'. Finche' il contrasto tra la fantasia e la realta' lascia il poeta con qualche verso ma poche speranze. Chissa' pero': vediamo come procede questo romanzo in versi!
