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Morte 1 novembre 2009 · lettura 1 min · 1165 letture

Novembre

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Orma Detruria 416 poesie pubblicate
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È un giullare che piange scolorita e perduta l'anima congiunte le mani ha la fronte appoggiata intenta a sgranare dal baccello della memoria cocci d'immagini pochi semi saccheggiati antiche espressioni salgono con un rantolo gelido a labbra amare tra meteore di ricordi cade un fiore bianco sul marmo coperto di muschi
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Commenti (6)

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Turan1 novembre 2009

non è un giullare che piange, ma è un anima, un anima candida, bianca, come una rosa che la rugiada bagna, quello è il suo pianto. Una poesia fatta di umiltà, anche nel dolore, che l'autore esprime con la classe di sempre, sensa affogare nella banalità del vittimismo. Non sono in grado di giudicar metriche e rime, ma di sentire ciò che uno scritto trasmette, e a viverlo di riflesso.

Paolo Eroli1 novembre 2009

La natura del periodo fatta conoscere in versi che ricordano le pioggie del periodo e la caduta delle foglie ei primi rigori dell'inverno... quasi un'anima che si accartoccia in se... Bella bella metafora ...bella bella poesia!

Danielinagranata1 novembre 2009

Cade un fiore bianco simbolo di amore puro e spirituale sul freddo marmo di chi abbiamo amato e conservato nel nostro cuore in questo giorno triste di memorie splendida e toccante poesia condivisa e apprezzata scritta con la consueta sensibilità

Rasimaco2 novembre 2009

bella poesia in cui l'autrice sfodera la sua anima... la mette a nudo in questa ragnatela di giorni... bella!

Carlo Fracassi4 novembre 2009

Versi di grande spessore, gelidi come una sferzata di vento nelle coscienze di coloro che dopo la morte dimenticano, come se nulla fosse mai stato...

Jeannine Gérard8 novembre 2009

Con divido il commento di Carlo Fracassi, intensa la poesia, un anima che piange un'anima volata via, e una rosa bianca, giace sul gelido marmo, di chi abbiamo amato... e che mai dimenticheremmo, molto sentita,