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Impressioni 1 novembre 2009 · lettura 1 min · 1440 letture

Umore

Sincity 198 poesie pubblicate
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chiamate i meschini senza bende voglio sferzar un poco il mio umore si ferirlo di olio e pane caldo che ristoro cerchi in questa sua assenza certo son vuoto di nodi e poesia di un vento per spazzar via le ore appassite una mela e un arancio son il mio mondo e la mia luna nient'altro mi serve o nient'altro avrò mai e il mio umore in fondo cos'era se non un passaggio avuto per due metri di parvenza breve quanto un amore estivo e ora cos'è se non fuliggine per la pipa del cielo se non i polpastrelli del nero che s'improntano sulla schiena e queste parole così ispide mattanza del linguaggio son rimasuglio svuotato dalla tasca autunnale non abbastanza per sfamare questo foglio pensiero d'africa ma ora di più non trovo nello scaffale della penuria
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Commenti (1)

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Giorgia Spurio1 novembre 2009

"i meschini senza bende":ironica metafora dei meschini che si mascherano di giustizia. ferire il proprio umore con olio e pane: l'umore come stato d'animo personificato come anima da ferire ma con qualcosa di buono, pane e olio, come per render"buono"altro. si parla di "sferzare" e l'umore stesso può esser inteso come sangue."vuoto di nodi e poesia":è proprio nel vuoto che troviamo nodi che arrivano al pettine e lì senza volerlo nasce la poesia. "l'umore"vuole punire i meschini con il proprio umore, spazzarli via come vento. ma le ore passano. e l'umore, il nostro sangue, linfa vitale, dura poco poi evapora. belle metafore, saremo anime evaporate che diventano "pipa del cielo". infine l'anima, la vedo affamata rovistare per mensole, e trova solo penuria...