Contro ogni muro
che uomo saresti se uomo non fossi?
sarei l'ovest oltre quel muro
un viandante promosso alla cortina di ferro
sradicherei l'abbondanza che manca al mio muro
Assira barriera del cemento che opprime
morde la terra crine in anemone longitudine
palloni e corpi appesi sul filo spinato
come grondaie in piena incanalano il sangue
a tre metri definiti dall'udito cardinale
il cielo è in bilico sull'asse del giorno
la notte spezza in due la brezza delle stelle
si resta soli a controllar i propri spettri
a controllar i fucili aguzzi del bottino violento
che ci miran dal tropico opposto e misuran le ombre
scolari in cloache s'insegnano la luce
le ddr scorze di gelo staccate dai poli
insegnano l'ansia al pianto spiato dell'est
dover esser tedeschi in terra di ragni
per fuggire a un passo dalla tela agonizzante
l'utopia grassa non muove radici
chi lasciò un seme all'estremo del molo
vide il frutto che cadde col muro ormai razziato
una striscia ignorante del mondo moderno
una striscia sul giornale oggi da legger stupiti
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L'autore
Sincity
Commenti (1)
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Gabriele Tudisco9 novembre 2009
In perfetto stile con l'anniversario della caduta del muro di Berlino. Versi eccezionali. Bravo compagno

