Freddi binari
Michele Tropiano
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Chiedevo a me stesso chiedo impaziente
il fato che corre e pure ci attende
alle porte bianche d'un lungo cammino
forzato sui freddi binari d'un treno che
corre: dove si va? il biglietto non ho
né l'ho chiesto a nessuno ma ugualmente
pagare mi tocca, un'ammenda infinita
come il castigo d'un malvagio omicida
in una cella senza sbarre guardando lontano
i fiori e i prati che volano nella sua mente
angosciosa... Angoscioso il viaggio che
siamo costretti a iniziare in uno scuro
vagone che corre sui freddi binari:
ditemi almeno perché ma non sanno
non pensano i miei compagni di viaggio
coi loro insulsi sorrisi sulle loro facce da
schiaffi appagati del loro posto a sedere
vicino al finestrino come i bambini che
mani sui vetri ammirano il fugace
paesaggio che scorre loro davanti come
fuoco che muta forma e colore in un rogo
maestoso dove bruciano lente le nostre
timide vite: vana speranza vano cammino
vana la via che lunga si perde ai miei occhi
brillanti di luce mai nuova che sola si spegne
in un confuso pensiero di vuoto.
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L'autore
Michele Tropiano
Commenti (1)
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L
Loreta Salvatore10 novembre 2009
Meditazione intensa e significativa sul viaggio, metafora del percorso della vita. Riflessione sentita sul destino e sul fine dell'esistenza. Versi molto profondi!
