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Introspezione 11 novembre 2009 · lettura 1 min · 916 letture

Omero

Omero Sala 519 poesie pubblicate
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Ora brancolo confuso fra le ore del giorno come il cieco Omero fra gli avelli, mentre il tempo mi scorre fra le dita e le notti vengono a darmi improbabili equilibri. Ho perso l'istinto di vivere la vita, quello proprio del bambino che sgrana il tempo tutto suo in una densa successione di istanti eterni, senza passato né futuro, seduto sotto il sole a dirottare una fila di formiche beatamente, beatamente solo, lasciandosi sorprender dalla sera.
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Omero Sala
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Commenti (1)

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Giorgia Spurio19 dicembre 2009

non ricordo chi, ma qualcuno mi disse che portiamo nel sangue il nostro nome. Omero, grande poeta eppure cieco fra le sue odissee... e il poeta che porta il suo stesso nome e vede il tempo come fili sottili fra le dita, cieco nelle notti che portano squilibri ai funamboli e equilibri a chi è in bilico. cosa c'è anima? cosa c'è bimbo custodito bene nell'angolo della mente? non più istinto? non più tranne che assurda inerzia. eppure questi istanti che passano veloci sembrano eterni, sospesi nel limbo di chi si trova incastrato dalla linea del tempo... il sole grava sul cielo, come macigno sulle spalle delle formiche... che la sera sia una sorpresa? aspettando la fine di questa fasulla eternità al termine di questi istanti, quando la giornata sarà finita