Karalis
insediamento d'ingegno nuragico
e Dei primordiali sulle pietre focaie
desiderio d'esistere sui tratti rudi
della foce dominante a esimer l'invasore
nell'isola ignara di essere tale
rotta fenicia al cammino d'oriente
rifinitura geografica accerchiante
volto stracciato su mappa navigante
Roma ti stanò sulle fortezze cartaginesi
conquista politica di febbrile espansione
in quest'isola di peste deformata
un voto in preghiera il miracolo rivelò
Sant'Efisio Diocleziano d'Elia convertito
con la spada pagana lenivi il cristiano
ma svelando il martirio di una croce in destino
trovasti il patibolo per un'ideale difendere
Santa Igia borgo dei popoli fieri
sotto il disagio di Genua e Bisae
passano i capi chini tra le torri elefanti
sul vigore maestro d'iberica teodicea
cavalli aragonesi sul selciato medievale
fu ancor piemontese l'incline volere
costruttori intellettuali d'egemonia tiranna
incontraron le zanne della stanca plebe
ostile a svender l'identità radicata
l'italica unità l'isolato sapere ci restituì
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L'autore
Sincity
Commenti (1)
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Presnaghe22 novembre 2009
Forse non è la tua migliore poesia, ma trovo assolutamente geniale, nel suo ossimoro così poetico, il verso finale: fa veramente meditare ogni Sardo, e non solo... !

