Sai
sai
ti vedo d'ortica tacere
donna il veleno grugnisce il vissuto
vicino ad Orione puoi leggere il Ciandala
ma Dio che orbita sulla cabala delle origini
non può toglierti il silenzio che mescola i sensi
dammi un segno d'argilla luttuosa
che io possa modellar la tristezza
capir le statue della tua immobilità
dammi del tu se governi lo sguardo
che io possa parlarti senza nulla dire
azoto sacrificato sulle corde vocali
sai
ti vedo giungere senza di te
lasciandomi il corpo per giocare all'amore
il treno per Tangeri è affollato di chilometriche lingue
così attillate da non riconoscer la mia
da non riconoscer il tuo attendere alla stazione di sabbia
col tuo zaino malinconico color tedio
dammi una squallida atmosfera
che io possa inghiottirne l'influsso
capir le cornici delle tue istantanee
dammi una realtà condannata all'irreale
che io possa scindere l'aggregazione d'atomi
capir dove corri quando cerchi il tuo volere
sai
ti vedo sull'intelaiatura dell'eternità
tessendo l'inchino al muto pianto
la calma dei mattini sulle valli della Loira t'assiste
ti amano i profumi di prestanza selvatica
solo attimi da annusar prima del respiro fetente
che son i giorni ghiotti della tua labilità
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L'autore
Sincity
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