Vanamente aspettai
Michele Tropiano
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Vanamente aspettai dietro l'angolo
ottuso come un manipolo di folti
cavalli con cavalieri invisibili tirati
a lungo ad una meta vicina mai
troppo lontana ma sempre distante
quel tanto che basta da perderci
l'anima a furia di sognarla di notte
conquistata nei timidi accenni
di un giorno che cala il sipario
fra fischi e schiamazzi affilati come
lame di cento coltelli che tagliano
i ponti fra me e il mio futuro
indeciso, un'onda che tutto travolge
da lontano ammirata da vicino temuta
da sempre scolpita sul fondo del mare
delle mie vuote speranze di vita
correndo lento nel buio ad occhi
sbarrati aspettando di scorgere qualcosa
di buono in un fitto frastuono di tenebra.
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L'autore
Michele Tropiano
Commenti (2)
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Presnaghe14 novembre 2009
Ha tutto il respiro della modernità stilistica e poetica: l'ansia e la necessità di un segno sensato in parola; è di rara efficacia. Bella, , Michele!
Giovanna De Santis14 novembre 2009
diretta colpisce come la realtà odierna, mantenendo bella musicalità nei versi ,profonda e molto apprezzata


