I miei cinque sensi
sbadiglio dell'anima
così furtiva è una lacrima
una prigione su cui dondolare
così assetata è la spugna
un destino piombo andante a carponi
sospiro di boia
così funebri son le smorfie amiche
un carro di sagome per andar a morire
sbarre tenebre si pronunciano possenti
i secondini confidenti son viscidi di grigio
ricordo di vene
così latteo è il sangue che divora
una costellazione di rosso punto d'ombra
l'infelice avanza senza baveri di luna
la notte sconsacra il cuore per ammattir in supplica
rumore del pensiero
così lento è l'ingranaggio del capire
un affanno di polvere che raggela in parole
il cancello del vecchio dimora nel tempo
ora capisce l'altezza della siepe sua incolta
scricchiolio del collo
così degradante è il paesaggio visto di schiena
un arrugginire di occhi sulle anfore dei cortili
il profumo confonde il marcio dimenticato
la legge del naso si condanna al vedere
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L'autore
Sincity
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