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Famiglia 17 novembre 2009 · lettura 1 min · 4966 letture

La vecchia zia

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Orma Detruria 416 poesie pubblicate
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Il viso incipriato in una posa antica parla in continuazione nei vestiti a rovescio e se hai voglia di ascoltarla hanno anche un senso le cose che dice dice che riconosce nello scrosciare d'una fontana il cadere del pianto e nei fischi del bosco i segnali del fronte nascosto nei colpi di martello alla campana lo strazio di quei corpi stesi al muro e l'eco delle urla raggiungere la valle mutilata nei suoi sedici anni ebbe la follia ed io mi sento in petto smisurato il bisogno d'amarla
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Commenti (10)

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Carlo Fracassi17 novembre 2009

Cavoletti di Bruxelles, una zia così me la terrei stretta, stretta, è una miniera di saggezza!

Berta Biagini17 novembre 2009

Si ritorna sempre lì, le persone anziane, in una maniera o nell'altra hanno sempre qualcosa da insegnare – perché non ascoltarle! – letta e riletta, tutto fila liscio come l'olio.

Maurizio Spaccasassi17 novembre 2009

Ogni parola nasconde spesso un suono d'amore, anche quando a volte ha ferito anche la ragione di un indelebile colore. Poesia semplice, vera. Molto apprezzata

Gabriella Caruso17 novembre 2009

ogni verso è un rintocco al cuore. splendida e la conservo

Clodiaf090417 novembre 2009

Toccante simbolo della memoria storica quando è vissuta, tramandata e non letta sui libri. Bello il sentimento d'amore e di rispetto che traspare.

Daniela Messana17 novembre 2009

Strutturata in modo mirabile. Approda alla ragione convincendo immediatamente. Molto bella.

Paolo Eroli18 novembre 2009

l'eco di cioe' che si è visto o subito rimbomba nella mente ed è sempre presente anche dopo una vita... bella la tua poesia!

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Lorenzo Crocetti18 novembre 2009

Mi soffermo solo su un punto della tua poesia, che mi ha riportato a tempi andati, tutto in quel verso: "nei vestiti a rovescio". I giovani di oggi, se tu non glielo spieghi, non potranno mai capire tale espressione. Quand'ero ragazzo io si parlava spesso di "cappotto arrovesciato". Cosa voleva dire? Semplicemente questo. Oggi si butta via tutto, a volte anche la roba seminuova, pur di cambiare guardaroba. In quei tempi invece, quando un cappotto nella parte visibile era liso e consunto, si portava dal sarto (che allora ce n'erano assai, anche quelli che prendevano poco) e si faceva rovesciare, perché l'interno non si era troppo consumato come il davanti, essendoci fra l'altro la fodera. Guarda un po', Orma, a cosa mi hai fatto pensare!

Rosy Marchettini18 novembre 2009

Poesia i cui versi sono pregni d'amore, amore vero Ogni verso è una poesia, ogni verso è una mano che dolcemente accarezza ogni verso è da trattenere nel cuore Superba poesia che mi ha commossa Applausi, Orma, da questo grande teatro La trattengo nel cuore

Antonio Biancolillo24 novembre 2009

Bellissimo l'ascolto e l'osservare coloro che hanno veramente qualcosa da far imparare... La saggezza ...di una volta... anche in quel cappotto a rovescio... Molto apprezzata.