Il mio funerale (delirio VII)

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tocca il profondo dell'essere. il tema molto delicato: una morte vissuta in prima persona. anch'io, mi è successo di pensare alla mia morte, assistere alla cerimonia funebre, vedermi nella bara, vedermi di una bellezza incredibile mai avuta prima, il paradosso che proprio in quel momento che non c'è più vita la si acquista. ho immaginato i miei, lacrime, amici, fazzoletti, facce incredule e la pena. in questo delirio è stupendo come descrivi la mente assurda dell'uomo che vuol esser compianto e rimane egoista anche dopo la morte. immaginare una cerimonia dove non c'è nessuno e sentire rabbia, gelosia, invidia, per quel mare che mai più sarà capace di sentire la pelle di colui che non c'è. ma più si desidera la morte più invece arduo è il desiderio di amore
Io si, l'ho immagoinato ed ho scritto anche una lettera per le persone che verranno al mio funerale,...per la sola persona che mi è venuta a dare l'estremo saluto Questa tua poesia mi piace molto per come ironizzi sulla morte e quindi sulla vita, bel carattere E che ne sai invece se morirai a natale e tutti diranno: ma proprio oggi doveva morire questo qua? Ma i tortellini li potremmo mangiare? Scherzi a parte mi è piaciuta moltissimo questa tua
L'importante è che quelli che tu hai amato, sappiano QUANTO tu li hai amato. E poi in prospettiva di questo evento, fatti la doccia ogni giorno, che non dicano che puzzavi! La poesia mi è piaciuta tantissimo.
Notevole e inquietante... anch'io immagino spesso di "vivere" quel momento scrutando bonariamente i presenti da non so dove... comunque ho dato istruzioni, se possibile, di spargere le mie ceneri sul passaggio pedonale di Abbey Road...
Clochard da vivo... principe da morto. Bella storia! Io non andrò al mio funerale. Se fara' caldo me ne starò al fresco nel bosco. Lo spunto del verso è ottimo: Lento cadenzato e il più lontano possibile dal reale.
molto profonda e toccante... il tema della caducità della vita che inquetso particolare momento mi trova appieno. Un versificare sulla voglia di esserci anche quando non ci tocca più, nonostante non riusciamo a coglierne il valore in vita... bella. .
l'ho immaginato spesso anche io. quasi mi dispiace non esserci al mio funerale. la poesia mi ha veramente colpito, decisamente originale. le parole sono scelte molto bene, lo stile dei versi a mio avviso si adatta molto bene al tema della poesia. un barbone da vivo, addirittura puzzolente come mozziconi di sigarette alla stazione (mi sembra quasi di sentirlo il puzzo, poi principe da morto. abbellito per l'ultimo incontro "ufficiale", mentre la vita per gli altri seguirà poi il suo corso normale. mi è piaciuta un sacco veramente
Hai portato consapevolezza su un pensiero che tutti abbiamo avuto almeno una volta nella vita e spesso senza accorgercene, o senza volerlo. L'hai fatto a tuo modo, con la caustica bellezza di cui sei capace quando metti mano ai versi. Purtroppo credo sia stata poco compresa, a leggere i commenti...
Questa poesia è un capolavoro, per stile ed ironia. Non è facile parlare della propria morte, e farlo in maniera cosi leggera, quasi divertita. L'autore dimostra grande maturità e una capacità d'introspezione non comune.
Non so perché, ma i tuoi versi, mi suscitano tanta tenerezza ... Anche negli umani sentimenti di rabbia, del non potersi lamentare degli indifferenti al proprio funerale. Sì, anch'io, come credo molti di noi, ho immaginato il mio funerale. Senza però il pensiero di non potermi lamentare per gli indifferenti. Che dobbiamo farne dell'indifferenza degli altri? A maggior ragione, non credo potrà interessarci in quel fatidico giorno. L'amore che si dà, dovrebbe tornare sempre indietro. Ma se anche così non fosse, credo che in questa vita, così nell'altra, sia più importante capire quanto abbiamo amato che non quanto il nostro amore sia stato ricambiato. L'amore arricchisce sempre chi lo dà e impoverisce sempre chi lo nega.
Io l'immagino diversa... e mi duole come l'Autore non poter assistere all'evento... Mi sarebbe proprio piaciuto provare quel giorno... ma sicuramente... il piacere deve essere ora... quando ancora riesco a sentire gli odori e il tatto della pelle di chi amo... e deve essere ora che devo aver bisogno delle carezze e dei sorrisi... però non è male immaginarlo soltanto... Bellissimo il tuo spunto riflessivo...









