Il gatto s'è perso
il gatto s'è perso
senza colpe di libertà
sopra l'ambra dei tetti oziosi
proprio lì fra le antenne croci in onda
dove galleggiano i corvi
o almeno
così volli credere
di un'altezza iena che arride felina
e tiene il tramonto corazzato al torvo
uno schiamazzo del Dio fra i compagni in satira
e ora
dove distende la superbia sua di lino?
dove sciacalla il suo scialle persiano?
ti cerco tra Anubi e il Nilo di paese
tra i vasi russanti dei rettili balconi
le trecce dei randagi non mi rendono il tuo artiglio
sei fuggito di sfinge senza fiuto faraone
il gatto s'è perso
dei suoi baffi in liuto non sento l'accordo
non sento il suo pianto tracannare al mattino
quel muso assorto nei richiami del buio
il suo passo sporco al ritorno predatore
ti chiamo ai piedi delle nicchie tue morse
ancor non fai ritorno d'agile congettura
ti attendo al balzo dell'aria strillante
sul collare che hai lasciato in tagliola
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L'autore
Sincity
Commenti (1)
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Giorgia Spurio18 novembre 2009
il gatto, dov'è il gatto? e mi si stringe il cuore naufrangando in un vecchio ricordo di bambina, quando persi il mio gatto, unico vero amico che avevo allora. chi è il gatto? qui, è poesia, qui il gatto è allegoria, qui è metafora di qualcosa di cui non si può far a meno. è una persona, è un sogno, è un oggetto, è un pensiero, è un mondo... è qualsiasi cosa... ma sicuramente qualcosa di importante, di troppo importante. o forse siamo proprio noi, il gatto è la nostra anima? abbiamo perso il nostro "io"? è bellissima! verso per verso pezzo per pezzo parola per parola creando questo puzzle che è poesia

