A spasso con gli illusi
l'anima ci fu tolta
per esser più leggeri
quando si va in solitudine
passando attraverso l'umanità
quella di soli uomini
senza l'obbligo del vivere
dove le nuvole si rifugiano a terra
per non esser dal cielo violentate
dove i cani son la colpa
dei romantici caduti in rabbia
mi lasciai tentare
dai profili stranamente nitidi
degli illusi
eran così lucidi d'immaginazione
che quasi riuscivo a toccar
la loro fissazione
nessuno esibiva maschere ridendo
a far della logica un caleidoscopio
dominavano il lampo fortuito dei sogni
con assurdo vincolo di coerenza
le loro case eran il cedimento
di chi lascia il destino in eroina
senza per questo far processione
d'ingredienti filosofici
per dar spiegazione della loro stanchezza
abbozzavan l'afflizione degli arresi
per far studio delle loro debolezze
ed esser pronti a fecondar col dolore
un dislivello di santi
con qualche angelo in filigrana
solo più tardi mi avrebbero detto
che il non vedere
è permalosità per l'indifferenza
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L'autore
Sincity
Commenti (1)
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Marco Canonico Baca817520 novembre 2009
Molto bella, una poesia che ci fa vedere il mondo dal suo lato d'ombra. Proprio per questo, ci fa anche immaginare la luce! Colpito.

