Bendata
Il dolore
in quel momento uccide
compie
più della collera
t'imbruttisce il volto
chiazzandolo di sangue e non del tuo
ecco la fame
che t'ingiallisce il giorno
gabbandoti d'assedio
e sigillate palpebre
scivoli cieca
fin dentro un labirinto
ove possibili
indisturbate puoi avere ancora
le parole
propense all'eco
in un vuoto appartamento
d'amore alieno
amore
che mi permette di vedere
senza usare l'occhio
©
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Commenti (2)
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Paolo Ursaia21 novembre 2009
Introspezione di grande musicalità; poesia intima, raffinata, con una conclusione splendida. Molto piaciuta
Paolo Eroli22 novembre 2009
versi forti di dolore e pace insieme... intima introspezione che viene fuori dall'anima: Bella la poesia... molto piaciuta!

